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Carabiniere trombettiere – Carica di Pastrengo

Figurino scala 1:32

Carabiniere trombettiere

Disponibile in kit da assemblare e dipingere

oppure già dipinto con finitura Acrilico/olio

 

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Descrizione prodotto

 Le Grandi Battaglie: Ideazione e produzione Zinnfiguren

Cenni Storici

Alessandro Negri di Sanfront  Carabiniere a cavallo (Alessandria, 11 febbraio 1804 – Chiavari, 25 febbraio 1884) è stato un maggiore dei Carabinieri, famoso per aver iniziato la Carica di Pastrengo che evitò al re Carlo Alberto di Savoia di cadere prigioniero in battaglia degli austriaci.
Figlio del conte Bonifacio, aiutante di campo del re Carlo Alberto, e di Giacinta dei conti de Rege di Gifflenga, all’inizio della campagna del 1848 Alessandro Negri (ufficiale di cavalleria) fu scelto dal re Carlo Alberto per comandare i tre “Squadroni di Guerra” creati per garantire la propria sicurezza sul campo di battaglia.
Così anche il 30 aprile 1848 Alessandro Negri si trovava accanto al suo sovrano impegnato a dirigere le sue truppe contro gli austriaci quando si rese conto che il Re si era spinto troppo in avanti per osservare meglio le sue truppe, rischiando di cadere prigioniere dei nemici. Per adempiere al suo dovere comandò allora una carica lanciandosi per primo al galoppo contro i nemici, immediatamente seguito da tutti gli altri militari.
Alla carica partecipò lo stesso re che, in questo modo, riuscì a sfuggire alla minaccia.
Alessandro Negri combatté nella Prima Guerra di Indipendenza anche nel 1849 quindi, con il grado di colonnello, fu nominato comandante delle Guide a Cavallo e del Reggimento dei Cavalleggeri Lombardia
Con Carica di Pastrengo si indica un’epica carica di cavalleria avvenuta il 30 aprile 1848 a Pastrengo (nei pressi di Verona), portata dagli “Squadroni da Guerra” dei Carabinieri Reali assegnati alla protezione del Re Carlo Alberto di Savoia. Il re Carlo Alberto, portatosi tra la brigata Cuneo e la brigata Piemonte, partecipò all’azione condotta dal maggiore Alessandro Negri di Sanfront con i tre squadroni di Carabinieri Reali, precedentemente fatti segno di una nutrita scarica di fucileria. La carica valse a rompere la linea nemica, composta da due battaglioni austriaci.
L’essersi spinto in prima linea, spostandosi da un casolare dove era stato fino ad allora, e l’imponente seguito attorno a una persona certamente di rango furono sicuramente la causa della sparatoria. La carica dei Carabinieri Reali servì quindi a far cambiare idea agli austriaci, impedendo che il sovrano potesse essere fatto prigioniero ma contribuendo anche al felice espletamento di un’azione niente affatto secondaria per le sorti della battaglia.
Un’abile contromossa del generale Josef Radetzky, che minacciò il centro dello schieramento sabaudo, valse a frenare l’entusiasmo dei comandi, impedendo che l’esercito piemontese varcasse già in quella giornata l’Adige per piombare sulla strada che conduceva a Trento. Si dice che re Carlo Alberto dichiarasse allora, nel francese normalmente usato a corte: «Pour aujourd’hui il y en a assez» (“Per oggi ne abbiamo avuto abbastanza”).
Oggi l’episodio viene fatto rivivere dal Gruppo Squadroni del 4°Reggimento Carabinieri a cavallo nell’ambito del loro Carosello storico, con una impetuosa carica esaltata dal luccichio delle sciabole sguainate e dai colori nero e rosso dell’uniforme dei Carabinieri
Soldatini carabinieri carabiniere soldatino

Informazioni aggiuntive

(Kit grezzo) o (Dipinto)

Kit, Dipinto